Urbanistica

tavolo urbanistica

Noi Giovani Democratici abbiamo deciso di interrogarci sul tema “Dopo Expo tra Lario e Milano” perché riteniamo che le scelte urbanistiche abbiano importanti ricadute sul piano sociale.

Tuttavia, siamo consapevoli della limitata fattibilità delle nostre proposte in termini progettuali.

La discussione al tavolo è stata declinata secondo dei sottotemi.

Abbiamo chiesto al Professore Andrea Di Giovanni di illustrarci le proposte progettuali già presentate per la riqualificazione del sito (per brevità vengono qui solo suggeriti dei riferimenti sitografici che forniscono informazioni in merito_allegato A) e di fornire una possibile analisi sul lascito di expo.

Con l’Onorevole Veronica Tentori abbiamo analizzato positività e criticità delle leggi sul consumo di suolo (allegato B).

Il consigliere comasco Guido Rovi ci ha raccontato quali sono stati i progetti nella città durante i mesi di expo.

Ogni intervento ha aperto la discussione al tavolo e il dialogo tra i presenti.

L’esperienza di Expo pone in evidenza quanto sia importante concepire il progetto, già dalle prime proposte, in chiave urbanistica. Ciò significherebbe pensare al territorio e non ai stringenti confini amministrativi, lavorare in sinergia e fare emergere le potenzialità di ogni luogo.

Certamente Expo è stato un importante passo verso questa direzione, una buona esperienza di smart city con il proficuo sviluppo di notevoli capacità gestionali-organizzative. Ma è solo un inizio.

Questa prospettiva porterebbe, per esempio, a considerare il territorio del Lario come una forza di equilibrio allo sviluppo della Città Metropolitana: si deve evitare che alcune aree vengano svalutate a periferia della periferia della città metropolitana.

Lo stesso ambizioso tema “Nutrire il pianeta” deve ora portare a una nuova idea di sviluppo globale che abbia al centro l’agricoltura. Ci chiediamo, infatti, perché non si possa considerare l’agricoltura come una modalità di riqualificazione territoriale. Si tenga presente che in Italia quello agricolo è un settore in espansione1. Ma servono leggi che mettano al centro l’agricoltura.

Riteniamo che debbano essere le amministrazioni locali a portare avanti le politiche riguardanti il suolo. Percorso difficile da intraprendere perché prevede una visione culturale ed economa decisamente diversa, ma non per questo meno redditizia. Il sistema dell’edilizia può ripartire dalla manutenzione, dalla riqualificazione degli alloggi rimasti invenduti e dalla rivitalizzazione dei quartieri desolatamente rimasti disabitati. È importante avere una visione ampia dell’ “abitare”.

La stessa Carta di Milano2, sottoscritta a seguito di Expo, deve essere letta come punto di partenza, ottimo mezzo per sensibilizzare sui temi quali la sicurezza alimentare e diritto al cibo, la tutela del territorio e lo sviluppo di modelli di crescita sostenibile.

In quest’ottica si può superare il rapporto città-campagna. Si può portare l’agricoltura in città e la tecnologia in campagna. Alcuni Paesi, in mostra ad Expo, hanno descritto nuove tecnologie in grado di rendere produttivi anche quei territori inospitali all’agricoltura (un esempio è quello del Padiglione d’Istraele3).

La città deve e può autorigenerarsi. Un ottimo modello è la città di Detroit: “La rightsize (giusta grandezza) è quella che la città è effettivamente in grado di governare con le risorse a sua disposizione. A questo fine vengono prese scelte strategiche che riguardano essenzialmente i suoli e gli immobili abbandonati e una loro possibile demolizione per fare spazio a nuovi progetti e ad attività emergenti come il riuso dei suoli urbani per la pratica dell’urban farming (Gallagher 2010; Coppola 2008).”4

Fatte queste analisi, a nostro avviso, per il sito di Expo sarebbe stato meglio far dialogare più soggetti con progetti e funzionalità diversi per coinvolgere più popolazioni possibili, che lo abitassero lungo tutta la settimana (ad esempio una sola funzionalità di studio e ricerca andrebbe a cessare nel fine settimana e il luogo rimarrebbe in quei giorni privo di vita sociale).

Purtroppo, però, ora risulta difficile ipotizzare una soluzione plurifunzionale che dia spazio anche a una riconversione agricola del sito. Ciò, sarebbe stato possibile solo se già previsto, programmato e progettato dalle prime ipotesi fino al progetto esecutivo, ben prima dello smantellamento. A questo proposito, si ricorda che la proposta progettuale dell’architetto Stefano Boeri preveda un orto urbano e botamico, ma è rimasta solo un concept, lontano dal progetto esecutivo. Ora, i progetti di riqualificazione devono rispondere ai diversi vincoli presenti sul sito: le infrastrutture, l’organizzazione secondo un cardo e un decumano, la presenza di alcuni materiali non rimovibili…

A questi, vanno sommati vincoli economici e politici. Grande peso economico, infatti, è nelle mani di Camera di Commercio, AssoLombarda, Regione Lombardia. La Città Metropolitana non ha praticamente diritto di parola. Ci si chiede: chi beneficerà della riqualificazione? Il suolo, prima privato, poi comprato con soldi pubblici, verrà restituito alla collettività? Le istituzioni saranno presenti? Riuscire a vigilare su queste questioni è il compito di una cittadinanza consapevole e partecipativa.

Anche per quanto riguarda il settore turistico, si riscontra che il semestre di Expo ha avuto poca risonanza nelle città che gravitano su Milano. C’è ancora, forse, molto da fare perché si possa arrivare a parlare di città metropolitana?5

Mariangela Vitale

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Note

1: Informazioni in merito sono deducibile dalla consultazione delle ricerche dell’Istituto Nazionale di Statistica:

Istituto Nazionale di Statistica, Istat, I risultati economici delle aziende agricole, http://www.istat.it/it/archivio/166291, (Novembre 2015)

Istituto Nazionale di Statistica, Istat, L’andamento dell’economia agricola, http://www.istat.it/it/archivio/162697, (Novembre 2015)

Si riporta anche una ricerca condotta da Donato Romano (Università di Firenze) dal titolo “L’agricoltura nello sviluppo economico” _Associazione Alessandro Bartola, Agriregionieuopa, http://www.agriregionieuropa.univpm.it/content/article/31/22/lagricoltura-nello-sviluppo-economico (Novembre 2015)

2 Carta di Milano, http://carta.milano.it/it/, (Novembre 2015)

  1. Expo 2015 S.p.A., (2014-2015), Expo 2015, http://www.expo2015.org/it/israele-, (Novembre 2015)

4 S. Annunziata, Detroit: le priorità del Work Project, in: Istituto Nazionale di Urbanistica, Urbanistica Informazioni, http://www.urbanisticainformazioni.it/Detroit-le-priorita-del-Work.html, (Novembre 2015)

5: A questo proposito, guardiamo alle città di cui siamo residenti.

  • Nel caso bresciano si ha l’interessante progetto di trasformazione dell’ex sede del tribunale, tuttavia questo non è stato messo nella giusta rilevanza né tanto meno in sinergia con expo.

[Corriere della Sera, Brescia-cronache, http://brescia.corriere.it/notizie/cronaca/15_febbraio_19/meglio-brescia-punta-brend-l-ex-tribunale-trasformato-vetrina-8594a45c-b814-11e4-8ec8-87480054a31d.shtml, (Novembre 2015)]

  • La mostra “Pane e Vino. Tracce del mistero eucaristico nella pittura a Como dal XVI al XVIII secolo”, allestita nel Duomo di Como in occasione di Expo, non è servita per unire le due città: molti dei visitatori (i più tedeschi e francesi) hanno dichiarato di aver visitato solo la mostra comasca e di non essere andati a Expo. Forte testimonianza sia di un turismo locale sia di uno scollamento tra le due città, sebbene ben collegate. Il semestre di Expo ha portato a una maggiore attenzione ai disagi della rete ferroviaria. I turisti del comasco e i pendolari continuano a sperare nel mantenimento delle corse aggiunte in occasione di Expo.
  • Guardando a Lecco, si nota che la presenza di Expo si è limitata alla sola cartellonistica.

(LINK ALLEGATI A-B)

 

 

2015 Giovani Democratici della Provincia di Como