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Diritto allo studio vuol dire dare a tutti la possibilità di accedere all’istruzione, garantendo la qualità dell’apprendimento che ogni studente riceve nel suo percorso.
Il significato che oggi hanno le parole diritto allo studio sono sempre più collegate alle parole “diritti di cittadinanza”  sostenute da una grande tematica, quanto discussa : il welfare.
Ciò significa rendere lo studente in grado di vivere l’ambiente scolastico al massimo della qualità che esso può esprimere, garantendo protezione ai soggetti che sono più svantaggiati in diversi modi: dalla gratuità o dall’abbattimento dei costi per alcuni servizi, alla possibilità di accedere a nuove forme di cultura e sapere.

Dal 1977, con l’emanazione dei provvedimenti attuativi della Costituzione che istituirono le Regioni, le competenze sul diritto allo studio sono passate a queste ultime; nell’ambito del processo di decentramento che il nostro Paese ha affrontato negli ultimi trent’anni, e che ha portato alla modifica del Titolo V della Costituzione, lo spazio di azione delle Regioni si è ulteriormente ampliato. Nonostante la competenza regionale, il diritto allo studio è un diritto sancito costituzionalmente per tutti i cittadini, e questo richiede che lo Stato intervenga nella definizione di criteri minimi in questa materia. Le leggi fino ad ora prodotte dalle singole Regioni è estremamente diversificata rispetto alle soluzioni applicate, ma soprattutto sono diverse le letture date nelle leggi regionali sul ruolo di un sistema di diritto allo studio. I provvedimenti legati alla realizzazione del diritto allo studio si inseriscono infatti in un quadro complesso: in primo luogo è necessario definire che cosa si intende per diritto allo studio, quali sono le finalità, e quindi a quali soggetti un sistema di diritto allo studio si rivolge.
Il concetto di diritto intende quindi quei provvedimenti che tendono a realizzare l’obbiettivo di innalzare la qualità dell’istruzione e della formazione degli individui.

-Contribuzione scolastica e borse di studio: è fortemente necessario un sistema di borse garantite per i meno abbienti, con una ridefinizione sulle fasce di reddito ed un allargamento degli assegnatari, nonché un forte investimento sulle borse di studio che premino il merito, non tanto in termini di valorizzazione delle eccellenze, quanto di valorizzazione del progresso formativo.

– Studenti disabili: nel porre dei livelli essenziali rispetto al diritto allo studio degli studenti disabili è necessario considerare la presenza dei diversi attori chiamati in causa: scuola, ASL, Regioni ed Enti Locali, che detengono competenze diverse rispetto alle persone con disabilità e rispetto ai servizi a loro rivolti. Una legge nazionale deve agevolare il coordinamento delle istituzioni per favorire l’esercizio del diritto allo studio e l’integrazione, garantendo per questi soggetti l’accesso ai più alti livelli di istruzione e formazione, anche attraverso l’individuazione di percorsi individualizzati e con il coordinamento delle istituzioni formative nelle fasi di passaggio tra diversi percorsi formativi.

-Studenti migranti: all’interno dei livelli essenziali deve essere considerata la specificità dei migranti, considerando la necessità di un inserimento nel sistema scolastico e nella comunità accogliente, senza mortificare il patrimonio culturale di partenza.
È prioritario favorire l’esercizio del diritto allo studio e all’apprendimento per i migranti anche dopo il compimento del diciottesimo anno di età, rimuovendo gli ostacoli burocratici che ad oggi impediscono accedere alla formazione continua nel nostro sistema di istruzione. Gli interventi in favore dei migranti devono tenere in considerazione da una parte l’inserimento, con corsi di cittadinanza, ivi quella studentesca, corsi di lingua italiana, e dall’altra la valorizzazione e il mantenimento del bagaglio culturale di partenza del migrante (lingua madre in primis). È importante intervenire rispetto alla situazione familiare degli studenti migranti, in modo da facilitare l’acquisizione di diritti e doveri di cittadinanza e della lingua italiana da parte dello studente e della famiglia stessa.

-Trasporti: essendo gli studenti pendolari una componente a forte prevalenza nelle nostre scuole è necessaria una politica di gratuità ed agevolazioni delle aziende locali dei trasporti, con l’impegno forte degli enti locali a garantire a tutti la possibilità di andare a scuola, senza l’individuazione di bande orarie o fasce chilometriche all’interno delle quali garantire tali agevolazioni. La qualità del servizio è inoltre fondamentale: mezzi, numero e orari delle corse devono entrare nei piani di contrattazione locali e regionali.

-edilizia scolastica: Gli edifici scolastici sono un elemento strutturale indispensabile per la possibilità di realizzazione del diritto allo studio. Nell’ambito di una discussione sull’attuazione del Titolo V sarebbe importante trarre un bilancio e verificare la situazione dell’edilizia scolastica nel nostro Paese. L’obbiettivo primario deve essere la verifica della sicurezza delle strutture, ma devono poter essere considerati la funzionalità degli edifici, la dimensione delle aule, la presenza di palestre e laboratori, l’agibilità di disabili, l’esistenza di spazi utili per le attività didattiche alternative e per le assemblee studentesche. Oltre a questo è necessario che si tenga conto del forte impatto ambientale di molte strutture scolastiche e che quindi nella ripianificazione delle stesse ,si tenga conto della necessità di organizzare il lavoro secondo un piano di sviluppo ad ambiente sostenibile.

Bilel Akkari

 

2015 Giovani Democratici della Provincia di Como