Economia

tavolo economia

 

Deduzioni: gli oneri deducibili vengono dedotti dal reddito (prima da giungere al reddito imponibile sul quale viene applicata l’aliquota d’imposta)

Detrazioni: gli oneri detraibili vengono detratti dall’imposta

Premesso che il tema principale del tavolo di economia era quello di zero commissioni e zero contante; a seguito della decisione del governo Renzi di innalzare il limite della libera circolazione del contante da 999,99€ (abbassata precedentemente da Monti) a 3000€ non ci sembrava opportuno andare in contrasto con le linee programmatiche del governo, pertanto abbiamo argomentato il tema di detrazioni e deduzioni con specifico riferimento al nucleo familiare.

La famiglia, nel sistema economico, rappresenta un’impresa che consuma e ha lo scopo di produrre risorse umane. Pertanto nel circuito economico generale dovrebbe avere la possibilità di dedurre i costi diretti per la produzione di risorse (il più delle volte legati ai consumi) per ottenere una tassazione sul reddito familiare netto = reddito d’impresa netto.

Quando le famiglie potranno, allo stesso modo, abbattere il proprio imponibile deducendo le spese dirette alla produzione familiare (risorse umane). Esse, per raggiungere lo scopo, dovranno avere il riscontro dei giustificativi di spesa (scontrini, ricevute e fatture). Il fisco compenserebbe la perdita di gettito per i maggiori sgravi con l’emersione di un’enorme quantità di operazioni. Si recupererebbe, per esempio, buona parte dell’Iva evasa (che attualmente in Italia è stimata attorno ai 28 miliardi).

Uno degli aspetti che aiuta molto questo processo è l’iniziativa collegata alla digitalizzazione degli scontrini e delle fatture che consente all’Agenzia delle Entrate di possedere i dati dei vari contribuenti, a livello di singolo codice fiscale di conoscere il peso delle imposte che quel nucleo familiare andrebbe a detrarre, prefigurando una proiezione sulla tassazione dell’anno in corso.

A livello locale si rende necessario dare la possibilità ai comuni di accedere alle banche dati sul singolo contribuente del proprio comune in modo tale da verificare il livello di benessere espresso rispetto a quello teorico rappresentato. Nel caso in cui il contribuente segnalato dal comune fosse evasore l’eventuale recupero di evasione andrebbe ripartita al 50% tra Agenzia delle Entrate e casse comunali, questo consentirebbe rispetto al sistema attuale un maggior incentivo al controllo per i comuni stessi.

Per fare tutto ciò, si rende necessario stipulare un nuovo rapporto fiduciario tra il contribuente e lo Stato.

Alberto Magistro

2015 Giovani Democratici della Provincia di Como